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mercoledì, 08 luglio 2009

vieni via con me
MESSAGGIO PATETICO
( da pathos = passione)
questo blog per il momento chiude. potrà essere una scelta di pochi minuti come per sempre.(tranquilli ... tornerò.. .almeno spero...:) senza comunque non so stare. infatti sto preparando un luogo nel quale poter scrivere in assoluta libertà e con una protezione superiore a quella che mio malgrado sono riuscito a conservare qui. qualcuno infatti ultimamente, proteggendosi con l'anonimato, mi ha un po' reso la vita difficile e anche un po' stancato. inviterò gli amici di sempre. tutti quelli che ho sentito vicini in questi anni.
non si dimentica facilmente un posto come questo. dovesse essere definitiva la mia scelta avrei una lunga lista di saluti. ma così non è perchè senza scrivere non mi è proprio possibile stare. è la mia aria. il mio bere e il mio mangiare. la mia terapia. il mio modo di costruire il futuro. perchè posso proprio dirlo: dalla prima volta che ho scritto un post ad oggi quell'uomo che ero è cambiato profondamente ed in modo stupefacente. oggi sono fuori ciò che apparteneva esclusivamente alla mia indole autentica interiore. bella o brutta che sia. farla combaciare è stato un lungo processo. oggi sono, fuori e dentro, esattamente chi sento di essere realmente.
e c'è dell'altro. la cosa più preziosa di questi cinque anni qui è stata quella di vedere come le mie parole arrivavano e interagivano con tante bellissime menti diverse. che si spendevano per un commento. per un messaggio privato. un incontro. un narcisismo forse a volte un po' compiaciuto. chi può negarlo...ma anche sempre vissuto con l'obbiettivo di assaporare le reazioni. le osservazioni. le passioni che le parole di loro erano in grado di suscitare. sono nate così autentiche amicizie. passioni, anche amori. più o meno...platonici. ...:) comunque imperdibili.
un bacio. ciao.
fiducia e leggerezza (ricorda :)

Questa mattina ho passato in rassegna ogni cosa. Non ho dimenticato niente. Ci ho messo tempo a decidere. Ora che l’ho fatto mi sento sollevata. Serse non ha capito. Proprio come speravo. Abbiamo fatto l’amore ed era meravigliato per come sono stata con lui. So cosa preferisce. L’ho bevuto. L’ho mandato in cielo. Tenendogli una mano sul ventre piatto. Allarmato mi ha guardata rivestirmi imperterrita come se avessimo fatto altro. Ma non sarà più così. Fortuna per lui, mi perderà. Glielo devo. Almeno questo. E’ un debole; si rafforzerà. Oppure soccomberà. Non potrò farci niente. Ho scritto tutto. Troverà il mio biglietto. Non verrà a cercarmi e se lo farà sarà senza convinzione. Lo conosco. Si macererà all’idea che io abbia fatto ciò che lui vagheggiava senza costrutto da tempo. Perché un po’ mi conosce. Non servirebbe cercarmi. O forse troppo.
Prossima destinazione: sparire.
Per sempre. E tu non puoi farci niente…
martedì, 07 luglio 2009

ZERO E SOTTOZERO ASSOLUTO
venerdi scorso eri bellissima di schiena alle prese con lo scuro che sbarellava. ma l'orologio implacabile in un attimo segnava l'ora zero e così non ho fatto in tempo a sdraiarmi nudo sul tuo letto che già mi portavi alle labbra una tazza con more lamponi e ghiaccio. assieme alle sigarette. il segnale muto di commiato.
alla festa in piscina dello stesso giorno hai deciso con un sorriso io canti gli zero assoluto. ma li trovo poco calzanti con me, o diciamo piuttosto c'entro zero io con loro. loro con noi insomma.
il tempo stringe ed invece sull'altro fronte è finita. ma in realtà è tutta una inspiegabile febbrile attesa. le ferite intanto si infettano e da qualsiasi dottore tu ti rivolga la risposta è sempre la stessa. "ci vorrà tempo. sperando si possa rimarginare... eravate già così debilitati da certi episodi che non saprei... comunque anche si possa fare qualcosa occorrerà siate poi sempre gli stessi quando si sarà rimarginato. cosa altamente improbabile" grazie quant'è?
"ah dimenticavo...per quell'altra faccenda se si inserissero i dati in un computer sorriderebbe nel darci la risposta. "probabilità vicine allo zero." anche perchè qui entrano in ballo squisite questioni di imprinting rinunciando alle quali nessun rapporto avrebbe dignità sufficente per stare in piedi con le sue gambe. ma in queste faccende dignità e razionalità lasciano il tempo che trovano. cioè quasi pari a zero". - arrivederla dottore ecco i miei 60 euro. ma volevo dirle che le tappe non le abbiamo mai bruciate . una cena in culo al mondo. un bacio "da manuale" estorto con la pistola e un aperitivo al ponte... in 5 anni... " ride di gusto "ehm...di questo passo lei non arriverà all'eventuale coito orale ancora vivo"
nel frattempo assisto impietrito ad un altro salto di carreggiata. . in auto di ritorno in autostrada fuori il termometro segnava 30° come anche dentro. solo che quelli all'interno erano sottozero. la novità è che in teoria abbiamo raggiunto un accordo sul fatto dovrei dormire nell'altra parte di casa. ieri notte doveva essere la prima. ma me ne sono completamente dimenticato. questione di abitudine. il pilota automatico alle tre di notte gioca brutti scherzi. e del resto lei mi aveva fatto trovare una tenera piega nel letto come se niente fosse.
lunedì, 06 luglio 2009

L'ULTIMO DIALOGO
vicino alla piscina ci sono degli alberi secolari. sono esseri viventi di gran lunga più longevi di noi. affondano nel terreno radici profonde. e mi sono sempre curato poco di considerarli viventi perchè se potessero pensare dovrebbero aver vissuto da testimoni muti tutti questi anni. una noia mortale insomma. una fissità angosciante. un senso di soffoco impotente.
- Stefano è tutto il giorno che te ne stai qui vicino a quest'albero e lo osservi..mi hai incuriosito; potrei capire cosa c'è?
veticinqueannirosaelibriperl'esamedistatisticacostumeduepezziridottissimoefaccinaimpertinentedellaserieirresistibile
- niente di importante
- niente di importante?
- sì
- cos'è quello scudo con quel pugnale che porti al collo?
- niente di importante
- niente di importante? va beh... ho capito...ciao allora...
- ciao
di spalle. vai via. pensi già ad altro. unico indizio prezioso. espressione delusa.
vidi un cielo nuovo ed una terra nuova. il primo cielo e la prima terra sono scomparsi (apocalisse)
sabato, 04 luglio 2009

il KAMIKAZE
non so bene come sia successo. un'intuizione. un lampo di genio. una decisione presa in un attimo.
stava ancora parlando di cose insulse e dicevo a me stesso "non ancora". in realtà non stavo affatto ascoltando ma mi limitavo a convenire tra me e me: "non c'è altro modo".
mi alzo in piedi mi avvivino. anche lui si alza imbarazzato intuendo qualcosa non funzioni nel verso giusto.
siamo vicinissimi. ci guardiamo negli occhi.
poi lo cinturo in vita e comincio ad avanzare con forza. lui indietreggia e perde subito l'equilibrio.
sfondiamo il vetro.
siamo nel vuoto
giovedì, 02 luglio 2009

RESPIRO D'ATTESA
deglutisco un dolore profondo come un lutto. c'è un ordine tagliente ed ellittico nella perdita che fa paura. non smarrirti in questa tempesta.
in auto osservavo transitarmi di fianco al semaforo facce sconosciute. si va oltre. nuovi compagni da adesso in poi. un breve incrociarsi di occhi. chissà cosa pensano di me. nulla. non sono rilevante. come loro per me. oppure sì lo sono già in quanto semplice parte del paesaggio urbano. è così che devono sentirsi le cose inanimate. che nostalgia della loro fissità. segnale verde.
di te non riesco a parlare ancora. mi accorgo è troppo difficile. le parole sono così inadeguate. mi chiudi gli occhi passandoci la mano come per un pietoso ufficio. per fortuna. che solo a guardarti completamente nuda in penombra sei troppo potente. mi accosti una strisicia beige di cartoncino al naso. poi un'altra. un'altra ancora. nel buio sento solo questi odori speciali di bisso e mirra ma quello che più mi cattura è il tuo respiro d'attesa. sa di miele e albicocca matura.
lunedì, 29 giugno 2009

PER NON SI SA DOVE
Da impercettibili segnali mi sono accorto che sono bruciato. Andato. È tutto finito. C’ho messo un po’ a capirlo ma era così evidente accidenti…ben dissimulato all’apparenza… derubricato con sapienza. Reso inoffensivo con gentilezza e accortezza. “ La normalità uccide più delle scene madri…”te lo suggerii io come strategia, ricordi? e l’unico a caderci dentro proprio io…ironia…amara sì. ironia.
Nulla è per caso. E forse per un sesto senso ti ho preceduta. Chiuso il rubinetto della vasca da bagno. Spente le candele. Non ci pensiamo più. Ma che privilegio quei momenti. Non torneranno più.
Volevo dirti ieri sera che eravamo così rilassati: “Se ti tradisco profondamente tu non arrenderti per nessuna ragione e non mi abbandonare mai. Hai capito? Mai. Giuramelo. Avanti fallo. Sarà il nostro patto ...”
Alla fine invece mi sono ascoltato dirti con un sorriso scemo: “ah… tutto quindi sta riprendendo per il meglio tra voi. Il tuo posto è lì. il tuo futuro anche. sarà una vita bellissima la vostra, te lo giuro. Quello che anche in momenti di crisi profonda non sapevi essere il tuo desiderio più grande e unico, ora potrai realizzarlo. Ne sono felice dai...”
Ma ti rendi conto? tutto il contrario di quello che avrei voluto dirti... sono fatto così. Queste dunque le mie stupide precauzioni da patetico illuso viaggiatore diretto a: “ non si sa dove…”.
Cerca, e troverai; bussa, e ti sarà aperto; perché se cerchi trovi e se bussi ti sarà aperto. Se tuo figlio ti chiede del pane gli darai una pietra? Se tu che sei cattivo sai dare cose buone, tanto più io ti darò proprio ciò che cerchi. (lb vangelo di Luca – 11/9)
domenica, 28 giugno 2009
come pensieri mandati in onda al solo proprio cervello. ferite interne fatte senza alcun coltello.
mercoledì, 24 giugno 2009

"vorrei sentire sulla tua pelle il sale del mare e leccartelo via"
mentre ti ascoltavo pensavo che eri un deserto di pelle di seta che volevo ad ogni costo aspergere d'acqua salata. tutto questo tempo. dove? si può morire di sete anche nell'abbondanza più incalcolabile di un oceano.
ma ci sono cose che mi sono detto in tutto questo tempo trascorso senza respirare. "piuttosto che morire berrò un sorso d'acqua di mare. piuttosto che darmi per vinto e rinunciare al viaggio mi paralizzerò i reni con il veleno del cloruro. non mi negherò quindi la bellezza diamantina di questo contatto. la spiaggia del tuo corpo mentre sussulta ancora caldo di lacrime e potenza imbrigliata.
non avrai mai più paura della notte e della sete
"Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete". (vangelo di Giovanni)
lunedì, 22 giugno 2009

tornato.
N-I-E-M-A-N-D
tornato
.
(il mio compito è finito. sono un grande. del resto... nulla è per caso)
giovedì, 18 giugno 2009

EROS E TANATHOS 2
c'è il mare e l'antimare. a metà una lingua di sabbia. un luogo di nessuno. nello stagno restano intrappolate le acque penetrate con la mareggiata. così una densità invivibile di sale ci uccide ogni volta ci allontaniamo da noi stessi e finchè vento e rabbia non spazzano via tutto facendo affluire nuova acqua non osiamo nemmeno respirare. come in uno specchio tutte le cose hanno quindi due anime. una vera e una riflessa.
stanotte le stelle del firmamento sono riprodotte sulla tua pelle. le tue efelidi in penombra riflettono fedelmente le stesse costellazioni.
mi hai svegliato che era notte fonda
ti ho vista entrare nella stanza e sfilarti con due dita il vestito
mani sui fianchi occhi di sfida
quando con una sensualità scandalosa hai gattonato nuda sul letto verso di me mi sono reso conto immediatamente dalle tue labbra socchiuse che non saresti mai arrivata a toccarmi
a metà della distanza tra noi restava sempre l'altra metà da percorrere.
percorsa quella c'era sempre la metà di quella residua ancora da percorrere
così all'infinito sempre una metà ci divide
lunedì, 15 giugno 2009

SPIAGGE DEI NOTTERI
questo posto fa paura. è un continuo rebus da decifrare. parole scritte sulla sabbia in riva al mare " portami via con te " rimango di pietra. nemmeno un'innocente corsa sulla battigia...
la torre sul promontorio dopo settecento anni crolla sulla fiancata. la cameriera carina lascia in braghe di tela il chiosco dalla sera alla mattina "cosa scrivi?" sto completando delle modifiche che l'agenzia ha richiesto per la pubblicazione del mio romanzo" a sì? scrivi?" sì. scrivo." ma per lavoro?" no magari" anche se mi piacerebbe poterlo fare ma non è semplice." hai ragione io sono laureata in filosofia...faccio la cameriera..."ah ..beh questo non significa che tu debba rinuciare ad avere una nostalgia potente di quello che vorrai fare nella vita...è solo un passaggio ...anzi è ammirevole che tu sia disposta a metterti in gioco con grande forza e umiltà. ti ammiro.
occhi bluoltremare. mi osservi. e non parli più. raccogli la tazzina del caffè e te ne vai accennando appena un sorriso a labbra strette torcendo il collo mentre ti allontani per tenermi il più possibile ancora nel campo visivo.
oggi non sei venuta al lavoro
non ci rivedremo mai più vero?
sabato, 13 giugno 2009
cloruro di sodio. acqua trasparente. sabbia bianca. al centro della spiaggia con alle spalle lo stagno in cui si immerge il sole rosso fuoco di fine giornata. noi nudi.
cerca la chimica.
assaggiala sulla punta delle labbra. centellina la sua saliva sulla lingua. annusa la sua pelle. tocca i lati dei suoi seni. percorri il profilo dei fianchi. ascolta cosa ti trasmetta nel profondo. ascolta la sua chimica.
non ci è dato sapere nulla dell'altro finchè non ci congiungiamo a lui. il corpo non dura. per questo è eterno il suo passaggio. astuto il suo riprodursi in sfida all'assenza di tutte le cose incompiute.
ti porto una mano alla bocca a spegnere le tue parole. che ogni parola che ci siamo detti o sottaciuti è strepitosa ma non riguarda noi. ma massimi sistemi che regolano l'universo. troppo grandi. la parola non ci appartiene possiamo solo captarla nell'aria. è già scritta da Dio in persona.
il corpo sì.
toccami.
(in principio era la parola e la parola era Dio - Genesi)
giovedì, 11 giugno 2009

Sono giorni di cielo e mare della stessa sostanza. Azzurro pietramarina. Irreali più di un sogno. Di un perfezione vergognosa. Una sabbia bianco panna finissima pura tritura di coralli. Ad ogni tramonto siamo gli ultimi a lasciare i lettini proprio quando uno stormo lento di fenicotteri rosa ci sorvola .Così il tuo corpo di pantera si muove sinuoso in un silenzio irreale.
Scrivo da questo chiosco a poca distanza dal mare. Una tettoia, palme e oleandri che fanno fuochi d’artificio. Se fosse il mio mestiere scrivere dovrei abitare qui. Da qui si vede tutto il mondo. Ogni infinitesima piega del passato la si comprende all’improvviso alla perfezione. Ogni desiderio futuro. E nessun presente.
Ho scelto una strada per me che mi rende straniero anche a questo plausibile paradiso, dove piccole faccine sono intente in riva ad imprigionare minuscoli granchi nei retini. Ad ogni cattura garriscono come rondini felici.
Disarmante la mia percezione. Tu sei perduta. Tu non ancora. Tu troppo lontana, Tu tenuta lontana. Tu vestita di bianco. Tu non pervenuta. Tu con ben altri problemi. Tu sotto ricatto indecente. Tu guardinga e risentita. Tu costretta a violentare la tua indole.
Il mio “divide et impera” si sta rivelando un terribile boomerang. Una tattica sconsiderata. Non è infatti frazionando in millesimi la passione che se ne eviti l’onda d’urto di ciascuna potenza. Anzi
Ma oramai è fatta. Non si torna indietro. Posso solo continuare a rilanciare come giocarore d’azzardo terminale. Col presentimento fondato di stare per perdere tutto.
martedì, 09 giugno 2009
FARFALLE A CENTRO STOMACO
dell'amore sappiamo così poco che nemmeno ci è dato riconoscelo con certezza. è un dato di fatto che il processo avvenga dentro di noi indipendentemente da tutto. spesso chi è agli antipodi ci cattura proprio perchè ci mostra un mondo completamente nuovo. un modo diverso di respirare. ma sopratutto alla fine sono sempre gli incontri casuali a determinarne la potenza. solo che mi chiedo. com'è possibile affidare al caso una forza capace di sconvolgerci la vita? la risposta è una tragica scoperta che ho fatto. il caso non centra. siamo noi che apriamo certe porte remote in noi stessi quando congiunzioni astrali ce lo permettono. noi che decidiamo di innamorarci. gli altri sono importanti. ma è ciò che di più banale ci coinvolge di loro a farci innamorare. come muove le mani. come sorride. come si morde il labbro. il tono della voce. il bizzarro modo di mangiarsi le parole. una ciocca sfuggita al controllo. l'assenza più totale. la presenza più rassicurante. le scapole fino all'attaccatura del collo. quel gemito da animaletto felice che fa mentre facciamo l'amore.
l'amore è una cosa così vasta che abbiamo imparato a liberarla solo se il progetto coinvolge altri aspetti. più strettamente materiali. ma l'amore non è esclusivo. l'amore soffia dove vuole. e solo se glielo permettiamo.
rimango aggrappato alle parole come ad un filo sospeso. sono qui in una panchina sotto al ripetitore. unico luogo in cui riesca collegarmi.. forse era meglio non mi collegassi affatto. ehehehehe.
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